Visita al Giardino Botanico Alpino Schynige Platte, 25-26 luglio 2020

Crepis pygmaea

Crepis pygmaea

Il materiale rotabile della ferrovia Schynige Platte, che – sotto l’egida della SBT e dell’Associazione Giardino Botanico Isole di Brissago - accoglie il nutrito gruppo di botanici e non (con tanto di compagne/i e prole) in partenza da Wildersil in una bella giornata di fine luglio, è lo stesso che era stato messo in funzione nel 1914. Risale invece al 1928 l’inaugurazione del Giardino Botanico Alpino sulla Schynige Platte, uno dei più impressionanti “balconi” dell’intero arco alpino: dai suoi 1967 msm si gode una vista impareggiabile sulla mitica triade Orco/Monaco/Vergine (Eiger, Mönch e Jungfrau).


Ci accolgono le tre competenti e gentilissime giardiniere, oltre al guru Adrian (Adi) Möhl, attuale curatore di questo giardino interamente ed esclusivamente dedicato alla flora delle Alpi svizzere. La formula è semplice e quantomai convincente, anche perché non vi è praticamente soluzione di continuità tra la parte coltivata e l’adiacente “giardino botanico naturale”, che invita a continuare l’esplorazione garantendo sicuro interesse per tutti e due i giorni della nostra visita.


Il Giardino Botanico è organizzato per ambienti (Seslerion, Nardion, vallette nevose, ecc.) nei quali sono raccolte le diverse specie provenienti dall’intero arco alpino elvetico, per un totale di quasi 700 taxa che costituiscono una raccolta molto rappresentativa. È inutile tentare di resistere alla tentazione di rivisitare brevemente la “Schatzkammer” (o camera del tesoro) del Giardino, che mette in bella mostra le specie più rare e degne di protezione, spesso raccolte (sotto forma di semi) dallo stesso curatore nel corso delle sue innumerevoli scorribande: dalla Crepis pygmaea L., Asteraceae, presente solo nel Basso Vallese, alla nostrana (per noi ticinesi) Saponaria lutea L., Caryophyllaceae (che incontreremo nuovamente, sfiorita, a fine agosto in Val Corno).


Mi piace menzionare anche la minuscola, ma incredibilmente profumata Artemisia nivalis Braun-Blanq., Asteraceae, presente in un’unica stazione nei dintorni di Zermatt. Termino con una “specialità” sottocenerina (condivisa solo con poche stazioni grigionesi e delle prealpi settentrionali), che abbiamo trovato in pieno fiore: Saxifraga mutata L., Saxifragaceae.


Lasciato il Giardino Botanico ci siamo immersi nell’altrettanto affascinante ambiente circostante, lungo un panoramico sentiero ricco di fioriture e con viste mozzafiato sui laghi di Brienz e Thun. A me resteranno indelebilmente nella memoria le “piante generose”, come Adrian Möhl definisce le Apiaceae, con riferimento alla strabordante fioritura, che accoglie gli impollinatori più diversi e va ben al di là delle necessità legate alla riproduzione. Una per tutte la magnifica Seseli libanotis (L.) W. D. J. Koch, con le sue sfaccettature cromatiche, presenti su un unico esemplare…

 

Testo: Cesare Jermini
Foto: Cesare Jermini e Antonella Borsari

Saxifraga mutata

Saxifraga mutata

Saponaria lutea

Saponaria lutea

Seseli libanotis

Seseli libanotis