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Conferenza pubblica “La sessualità delle piante: Storia del suo riconoscimento” con Joëlle Gonze-Magnin + aperi-panettonata – 5 dicembre 2025

Nel mese di dicembre, come di consueto, la SBT ha organizzato presso il Museo di storia naturale l’ultima serata dell’anno, occasione per dare un caloroso saluto di buone feste a soci e interessati. La tradizionale panettonata, accompagnata da un buon aperitivo, è stata preceduta dalla conferenza pubblica “La sessualità delle piante: Storia del suo riconoscimento”, tenuta dalla botanica Joëlle Magnin-Gonze, conservatrice presso il Museo cantonale di scienze naturali di Losanna e già ospite della nostra associazione a inizio 2024 con la conferenza “L'illustrazione botanica nel corso dei secoli”.

Questa volta il tema è stato più “scottante”: Joëlle ci ha parlato della sessualità delle piante e di come il suo riconoscimento, nel corso della storia, non sia stato affatto scontato. Fino poco più un centennio fa, ritenere che le piante avessero un sesso era considerato impudico e inammissibile. Sebbene alcuni studiosi avessero avuto diverse intuizioni corrette già in precedenza, le loro posizioni venivano spesso condannate e messe a tacere. Solo a partire dalla metà del XVIII secolo iniziò a diffondersi l’idea che i fiori costituissero gli organi sessuali delle piante e che polline avesse la funzione di fecondare l’ovario. Nonostante i grandi progressi compiuti, restano ancora oggi aperte alcune questioni intriganti, come i meccanismi attraverso cui il tubo pollinico riconosce i segnali che lo guidano verso l’ovulo o come venga regolata la fecondazione per evitare l’ingresso di più tubi.

Da vera esperta di storia della botanica, Joëlle ha affascinato il pubblico con una presentazione ricca di spunti di riflessione su temi che al giorno d’oggi possono sembrare scontati, ma che sono il frutto di un lungo e complesso percorso scientifico.

La serata si è così conclusa in un clima conviviale e festoso, offrendo ai presenti un momento di incontro e condivisione prima della pausa natalizia.

Testo: Matteo Gentilini

Foto: Antonella Borsari