Escursione botanico-micologica alla Legüna - 4 ottobre 2025
Guidati dagli esperti micologi David Frey ed Emiliano Medici, quella del 4 ottobre è stata un’escursione diversa dal solito: botanica e micologia, inclusi i licheni, si sono intrecciate armoniosamente, offrendo l’occasione di apprezzare i molteplici doni che la natura ci regala in autunno.
Nella riserva naturale della Legiüna, situata nell’area golenale di importanza nazionale delle Bolle di Loderio, e nei suoi dintorni, gli spunti di osservazione sono stati innumerevoli, così come gli ambienti visitati.
Qui è presente un bosco di Pinus sylvestris (e altre conifere) tra i più estesi in pianura del Cantone Ticino, noto anche come “Santuario micologico cantonale”. Sulle sue cortecce porose, l'attenzione si è subito soffermata sull’elegante lichene Cladonia fimbriata, un lichene fruticoso dai graziosi talli a forma di tromba, e sul lichene foglioso Flavoparmelia caperata, uno dei licheni epifiti più diffusi nel Cantone, dal delicato colore verdino-giallognolo (dovuto all’acido usnico).
Sui banchi alluvionali di sabbia e ghiaia sono state osservate specie pioniere come Cyperus flavescens, C. fuscus, Myricaria germanica, Equisetum ramosissimum e Linaria alpina, quest’ultima tipica delle alte quote, portata in pianura dalle acque.
Nei boschi golenali, l’attenzione dei partecipanti è stata catturata da interessanti specie fungine: Daedaleopsis confragosa var. tricolor, dai cappelli che sfumano dal rosso vino al viola e che, nonostante appartenga alla famiglia dei polipori, presenta dei tubi a forma di lamelle; l’ascomicete Aleuria aurantia, dal magnifico colore arancione e capace di rilasciare una nuvola di spore al minimo soffio d’aria; e Artomyces pyxidatus, dall’inconfondibile forma corallina, che cresce sui grossi tronchi di legno morto.
L’escursione ha toccato anche ambienti ruderali e perturbati dall’uomo, con presenze interessanti come la rara e minacciata Chenopodium botrys, un’erba aromatica e medicinale, Amaranthus polyspermum, Centaurea splendens, Cyperus microiria e Centaurium pulchellum.
Sui vecchi coni di deiezione e le terrazze alluvionali secche a sud della Legiüna, tra i detriti e i suoli più aridi, si incontrano licheni rari come Stereocaulon incrustatum e piante tipiche di ambienti mediterranei e xerici, tra cui Cistus salviifolius, Ononis spinosa e Silene otites.
Una giornata autunnale intensa e ricca di spunti stimolanti, che ha saputo intrecciare il mondo vegetale e quello fungino.
Testo: Laura Torriani e David Frey