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Il mimetismo raccontato da Andreas Gigon (Foto di Daniela Soldati)

Fakes nella natura: affascinanti mimetismi nelle piante e negli animali - 24 aprile 2026

Durante la conferenza tenutasi a Muralto, organizzata dalla nostra società in collaborazione con la Società Entomologica della Svizzera Italiana (SENSI) e la Società Ticinese di Scienze Naturali (STSN), Andreas Gigon, professore emerito ETHZ, ha guidato il pubblico alla scoperta del mimetismo in natura: un fenomeno affascinante in cui piante, animali e funghi imitano non solo altri organismi ma anche elementi o caratteristiche dell’ambiente, traendone vantaggio. Il tema verrà trattato in modo approfondito nel libro da lui redatto, la cui pubblicazione è prevista per settembre.

Nel corso della serata, Andreas ha presentato in maniera estremamente coinvolgente come questi “travestimenti” possano rispondere a funzioni molto diverse, illustrando attraverso numerosi esempi tre forme di mimetismo: protettivo, aggressivo e attrattivo.

Nel mimetismo protettivo, organismi innocui imitano specie pericolose per scoraggiare i predatori. È il caso per esempio di alcuni insetti, come coleotteri, ditteri e ragni, che imitano l’aspetto, e a volte anche i comportamenti, delle vespe, inducendo gli uccelli a evitarli. In Europa, questo tipo di strategia è adottato da ben 400 specie.

Al contrario, il mimetismo può essere utilizzato anche in modo aggressivo. Uno degli esempi più conosciuti è quello del cuculo, che depone le uova nei nidi di altri uccelli, ma ancora più interessante è forse il gabbiano reale nordico, che tamburella il terreno con le zampe imitando la pioggia: un trucco che induce i lombrichi a emergere, trasformando l’inganno in un’efficace tecnica di caccia. Un’altra strategia di mimetismo aggressivo è quella adottata dai ragni che imitano le formiche, questa volta per avvicinarsi a loro indisturbati e predarle.

Esiste inoltre il mimetismo attrattivo, in cui una specie, assumendo le sembianze di un’altra specie o di una caratteristica ambientale “attraente”, attira e inganna un altro organismo. È il caso, ad esempio, di alcuni funghi quali Phallus impudicus o il tartufo, che con i loro odori pungenti attirano rispettivamente mosche e cinghiali, i quali, involontariamente, favoriscono la dispersione delle spore.

Anche il mondo vegetale offre esempi altrettanto sorprendenti. Il fiore di Ophrys insectifera attira il maschio di Argogorytes mystaceus grazie a un sofisticato insieme di segnali – profumo, forma e particolari peli – che imitano la femmina dell’insetto, inducendo una pseudocopulazione sul fiore e favorendo così l’impollinazione. Questo tipo di mimetismo attrattivo è diffuso in Europa ed è adottato da circa 180 specie del genere Ophrys.

Sebbene più raramente, le piante, in special modo quelle carnivore, adottano anche strategie mimetiche aggressive. Possono infatti mostrare colori (solitamente nello spettro ultravioletto) che ricordano quelli dei fiori, attirando così le loro prede. Drosera, invece, attira gli insetti con foglie ricoperte da gocce simili alla rugiada, che si rivelano in realtà trappole vischiose mortali.

Altre piante adottano strategie diverse ma altrettanto ingegnose. Daucus carota, ad esempio, sviluppa una curiosa macchia scura al centro dell’infiorescenza per simulare la presenza di una galla, scoraggiando così l’ovideposizione del moscerino galligeno Kiefferia pericarpiicola. Le piante succulente denominate “sassi viventi” (Lithops), invece, imitano perfettamente piccoli ciottoli, evitando di essere riconosciute e mangiate.

Con oltre 4’000 specie mimetiche e più di 100 forme di mimetismo presenti in Europa, Andreas, oltre a evidenziare l’importanza della ricerca scientifica per la comprensione di fenomeni così complessi, ci ha offerto uno sguardo su un vasto mondo fatto di illusioni e adattamenti straordinari. Un invito a osservare la natura con occhi curiosi, per scoprire strategie sorprendenti, in grado di appassionare anche i meno esperti e far comprendere l’importanza della sua salvaguardia.

Testo: il comitato SBT