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Gli “imperterriti” partecipanti (Foto di Laura Torriani)

Flora insubrica sul calcare del Sasso San Martino – 13 aprile 2025

In una domenica uggiosa di metà aprile, che inizialmente non prometteva nulla di buono dal punto di vista meteorologico, gli imperterriti partecipanti all’escursione si sono ritrovati alle pendici del Sasso San Martino, presso la riva del lago di Como, per affrontare, sotto la guida del formidabile Michele Juretti, il celebre sentiero che attraversa il versante assolato e calcareo (costituito in prevalenza da dolomia), considerato, sia a livello floristico che paesaggistico, tra i più affascinanti dell’intero territorio comasco. Questa volta ad onorare i partecipanti con la sua presenza vi era anche l’illustre Romedi Reinalter, socio onorario non solo della SBT, ma anche della Società Botanica Svizzera.

La presenza di Romedi si è rivelata preziosa fin dai primi metri di cammino, permettendo l’identificazione, ai bordi della strada e del sentiero, della specie mediterranea Calepina irregularis, della quale è stato raccolto un campione destinato all’erbario del Museo Cantonale di Storia Naturale di Lugano. Lungo il sentiero e in special modo nelle aree più aperte, i partecipanti sono stati deliziati dalla presenza di specie tipiche dei suoli insubrici aridi e calcarei, altrimenti rare in territorio elvetico o nel Canton Ticino: Aethionema saxatile, Centaurea rhaetica, Inula hirta, Leontodon incanus subsp. tenuiflorus, Lomelosa graminifolia, le orchidee Ophrys insectifera e O. sphegodes, Scorzonera austriaca, Schoenus nigricans, Stipa capillata, Trinia glauca e, soprattutto, con la sua strepitosa fioritura bianca, l’attesissima Carex baldensis, specie endemica delle alpi centrali e sudorientali, osservata in Svizzera solo in Val Müstair nei Grigioni. Anche le zone coperte da alberi e arbusti hanno regalato emozioni, con Amelanchier ovalis in piena fioritura che diffondeva un tocco di primavera, accompagnato dal verde brillante delle giovani foglie appena emesse di Ostrya carpinifolia.

Dopo una breve pausa pranzo presso la suggestiva chiesa di San Martino, incastonata nelle rocce dell’omonimo Sasso, il gruppo ha potuto osservare Anthyllis montana, altra pianta degna di nota, presente in Svizzera solo in un punto dello Jura. Proseguendo lungo il sentiero verso la vetta, accompagnati da una vista mozzafiato sul lago di Como, sono state osservate altre rarità: Centaurea rhaetica, Daphne cneorum, con i suoi profumatissimi fiori rosa intenso, Limodorum abortivum, Pinguicula alpina e Potentilla alba, che colorava di bianco il prato semiarido nei pressi della cima, luogo ideale per una pausa ristoratrice. Per non farsi mancare nulla, su uno sperone di roccia a strapiombo sul versante è stata osservata la bellissima e rarissima Physoplexis comosa (purtroppo non ancora in fiore), sconosciuta per la flora Svizzera e, poco più a monte, frammista a degli esemplari in fioritura di Erica carnea, faceva capolino l’elegante Arabis collina.

Anche la discesa da un lato differente del versante ha riservato non poche sorprese: le fioriture gialle di Anemone ranunculoides, il blu intenso di Buglossoides purpurocaerulea, il porpora di Lathyrus linifolius, L. vernus, Polygala chamaebuxus e magnifici esemplari di Helleborus viridis hanno continuato ad arricchire l’escursione.

La perseveranza dei partecipanti è stata ampiamente ricompensata, permettendo l’osservazione di una flora incantevole che ha donato colore a una giornata altrimenti grigia, regalando una esperienza indimenticabile e, grazie alla presenza di eccellenti esperti, anche altamente formativa.

Testo: Matteo Gentilini