Le felci della Svizzera, 1 febbraio 2021

“Felce” (o féras) per molti amanti della montagna non è altro che sinonimo di zecche e questa accezione negativa la troviamo persino tra i botanici (seppur sotto altra forma). Molti di essi ignorano – a torto – questo affascinante gruppo di piante; vuoi perché “son tutte simili” o perché non incantano con fiori vivaci o dai profumi inebrianti o, magari più semplicemente, perché ritenute difficili da identificare.


Così ecco arrivare una nuova opera per la determinazione di questo mondo tutto da scoprire (Farne, Schachtelhalme und Bärlappe, Paul Haupt Verlag, Bern) presentato dalla stessa autrice Muriel Bendel. Così, tra pinne e pinnule, fronde ed indusi i partecipanti sono stati accompagnati alla scoperta delle felci. Dapprima immergendosi nei fondali dei laghetti alpini con Isoëtes, per poi soffermarsi ad osservare gli specchi d’acqua ricoperti da Salvinia. Una specie che - ahimé - non è solo un gioiello d’ingegneria, ma ha l’onore (?) di essere listata tra le 100 specie esotiche più invasive al mondo e le innumerevoli immagini di S. molesta nel web ne sono la prova. Dagli ambienti umidi il viaggio è continuato tra gli anfratti rocciosi del Vallese, a riscoprire una cara amica della flora ticinese, Anogramma leptophylla o altrimenti detta “Felcetta annuale”, che poi tanto annuale non sembra essere... E poi via, lungo altre più o meno irrisolte questioni di questo mondo: dai nettari di Pteridium aquilinum al movimento notturno delle fronde di Marsilea quadrifolia.


E questo viaggio ha forse permesso la rinascita dell’amore per questo gruppo, dimostrato dall’accendersi e l’evolversi di un’appassionata ed arricchente discussione, per la quale la SBT non può far altro che ringraziare nuovamente la nostra relatrice e tutti i partecipanti.

 

testo e foto: Alessio Maccagni

 

Equisetum variegatum Schleich.

Equisetum variegatum Schleich.

Botrychium virginianum (L.) Sw.

Botrychium virginianum (L.) Sw.

Isoëtes lacustris L.

Isoëtes lacustris L.